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Cos’è l’Ecografia

L’ecografia è una metodica di indagine che utilizza gli ultrasuoni e non le radiazioni ionizzanti per lo studio degli organi interni. Il nome di tale metodica deve proprio il suo nome dall’effetto di riflessione (eco) degli ultrasuoni.

Descrizione dell’Ecografia

L’ecografia è considerata una metodica di indagine di base o di primo livello. Essa viene frequentemente posta come il primo esame da condurre grazie alla facilità e rapidità di esecuzione ed è in grado di orientare gli steps successivi di approfondimento. L’ecografia al contrario delle altre metodiche di indagine quali TAC o RMN è operatore dipendente pertanto chi esegue questo esame deve avere un’ottima preparazione clinica e capacità di osservazione.

Gli ultrasuoni sono onde sonore superiori ai 20 KHz non udibili dall’orecchio umano. Questi suoni vengono generati grazie alla qualità di alcuni cristalli che esposti ad una corrente elettrica vibrano con una frequenza tale da creare gli ultrasuoni. La sonda che li genera funge anche da ricevente ossia quando vengono riflessi (effetto eco) dai tessuti rimettono in vibrazione i cristalli che in questo caso producono una corrente elettrica. A seconda della frequenza generata è possibile studiare tessuti più profondi e superficiali. Più è alta la frequenza più è superficiale lo studio per via della capacità di penetrazione degli ultrasuoni.

Originariamente quando gli ultrasuoni vennero utilizzati in medicina l’esame veniva condotto ponendo il paziente in una vasca piena d’acqua. In seguito, con il miglioramento della tecnologia, è stato possibile eseguire questo esame utilizzando un gel acquoso che permette di veicolare gli ultrasuoni dalla sonda attraverso la cute per raggiungere la parte anatomica oggetto di studio. Gli ultrasuoni vengono poi riflessi dalle interfacce (passaggio da un tessuto ad un altro) ed in funzione della profondità (determinata dal tempo di ritorno eco) e della loro intensità (energia riflessa) viene costruita una immagine sul monitor che sarà oggetto di interpretazione da parte del Medico.

L’Ecografo è in pratica un computer in grado di tradurre i segnali inviati e ricevuti dalla sonda e trasformandoli in immagini visualizzabili su un Monitor.

Scansione e conduzione dell’esame ecografico

La sonda viene scelta a seconda dell’area anatomica da studiare e dalla sua profondità. Esistono pertanto sonde, chiamate lineari, per lo studio dei tessuti superficiali, sonde convex per lo studio degli organi profondi (Addome) e sonde endocavitarie per lo studio degli organi genitali femminili e per lo studio della Prostata. Esistono poi altre sonde utilizzate per la visualizzazione in 4D e 5D molto usate per lo studio del feto e del suo sviluppo.

Tipi di Ecografie

EcografiaColordoppler o Ecocolordoppler

2D Color

All’ecografia si sono aggiunte altre ambiti di studio grazie al ben noto effetto doppler. Questo effetto deve il suo nome proprio allo scienziato (Doppler) e si basa sul principio che un’onda riflessa cambia la sua frequenza a seconda che il bersaglio sia in avvicinamento o in allontanamento.

Questa differenza determinata anche dalle caratteristiche del bersaglio viene convertita in colore e fornisce informazioni sulla velocità del bersaglio rappresentato nel sangue dai globuli rossi.

 

Ecografia Powerdoppler

Questa ulteriore metodiche analizza la presenza di flusso senza valutarne la direzione ed è molto sensibile ai microflussi, Questa indagine nell’ambito dell’ecografia viene riservata alla valutazione della presenza di vascolarizzazioni.

Elastosonografia

Si è aggiunta ultimamente questa ulteriore metodica ecografica che permette una “palpazione elettronica” e che in funzione di una pressione della sonda viene rilevata la durezza del tessuto. Questo permette di orientare e limitare le biopsie solo sulle lesioni considerate sospette.

Ecografia con mezzo di contrasto o Ceus

Anche L’ecografia può avere l’ausilio di mezzi di contrasto. Al contrario degli altri mezzi di contrasto usati in radiologia e considerati dannosi quello per l’ecografia è rappresentato da microbolle di aria iniettate nel circolo venoso. L’ecografia individua molto bene queste microbollicine poichè amplificano l’effetto eco degli ultrasuoni. Dalla loro permanenza nell’area della lesione oggetto di studio si è in grado di aggiungere dati sui flussi interni fornendo informazioni sulle caratteristiche benigne o maligne dell’area di studio. Le bollicine si degradano rapidamente permanendo nel flusso ematico solo il tempo necessario allo studio anche per effetto diretto degli ultrasuoni.

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Cos’è l’Ecografia ultima modifica: 2017-04-06T13:25:46+00:00 da Alberto Tarozzi